Storia e valorizzazione del paesaggio agrario: il comune di Cortazzone

Stefano Capusso

 Veduta d'insieme dell'abitato di Cortazzone.

Veduta d'insieme dell'abitato di Cortazzone.

         Il paesaggio è un importante patrimonio da conoscere e valorizzare per mezzo del quale è possibile capire come si è evoluto il suolo e, di conseguenza, il costruito che lo compone. Questo è il concetto che sintetizza l’intento della mia tesi di laurea in cui ho analizzato una zona molto interessante da questo punto di vista come la provincia astigiana ed in particolare il comune di Cortazzone, dal latino “curtis Azonis” dal nome prediale dell’antico proprietario, traccia linguistica di un’organizzazione di tipo curtense presente sul territorio.

Cortazzone costituisce un caso campione di particolare interesse: il paesaggio conserva l'assetto insediativo precedente all'età moderna non avendo subito drastiche alterazioni. Questa peculiarità è dovuta alla deruralizzazione che ha interessato il paese soprattutto nel secolo scorso portando un’età media elevata e una forte perdita di popolazione residente (da 1500 a 607 abitanti) ma preservando il paesaggio dall'espansione edilizia e consentendo una diffusa conservazione dei caratteri originari. Al suo interno si ha una forma d’insediamento agricolo sparso a maglia larga ad eccezione del concentrico, attuale sede comunale e parrocchiale, centro preminente del paese, a morfologia accentrata intorno al castello. Sulla collina di Mongiglietto, posizione scelta in modo consapevole dai costruttori, segno di un’organizzazione ecclesiastica del territorio, si conserva la Chiesa romanica di S.Secondo (1150 ca), monumento emergente dell’area, tra i più significativi e meglio conservati della scuola del Monferrato.

Le prime forme d'insediamento si collocano nell'alto medioevo nel quadro dell'espansione agraria dell'XI secolo. Alla fine del medioevo la crisi dell'ordinamento plebano e la polarizzazione dell'insediamento sul castello hanno favorito la nascita di un secondo centro di culto (1668) che ha ereditato il titolo dall’antica Chiesa. Si è così passati da una forma d'insediamento gravitante intorno a S.Secondo a una struttura accentrata attorno alla fortificazione, simbolo del potere signorile. La carta più datata che rappresenta Cortazzone è la mappa catastale del 1767 conservata all’archivio di Stato di Asti. Sulla base del catastale odierno ho riportato tale cartografia su supporto informatico, indicando tipo di coltivazione, numero particellare e proprietà di ciascun appezzamento ed assegnando ad ogni particella un colore che richiamasse il tipo di coltivazione presente ho creato un mosaico ambientale da cui sono emerse importanti considerazioni. Nel fondovalle erano presenti coltivazioni confacenti all’altimetria della zona come campi, prati e pascoli a dimostrazione che oltre all’agricoltura vi era una forte attenzione nei confronti dell’allevamento (ovini). Sui versanti collinari vi erano i pascoli per il bestiame e i boschi, soprattutto noci e tigli, con poche aree incolte. La vite era la coltura più diffusa, ricopriva oltre 1/4 del territorio, favorita dalle caratteristiche chimico-fisiche del suolo e dal clima moderato della zona.

Il mosaico ambientale odierno, invece, è stato definito sovrapponendo l’attuale mappa catastale alle foto aeree dell’area assegnando, anche in questo caso, ad ogni particella un colore in base alla relativa coltura. Oggi nel fondovalle si trovano seminativi, prati di natura spontanea non curati dall’uomo per la zootecnia familiare e pioppeti, coltura che predilige zone pianeggianti e vicinanza a corsi d’acqua. La maggior parte del territorio è ricoperta da bosco, gerbido che ha sostituito le vigne di un tempo ormai quasi scomparse. Come unità insediativa tipo è stato scelto il concentrico in cui si è sviluppata l’edilizia di tessuto del paese. Compilando schede di tipo E (edilizie) sono stati catalogati i 60 edifici che lo compongono per definire un’unità edilizia tipo della tradizione costruttiva locale, attraverso i parametri che si sono ripetuti maggiormente.

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